martedì 3 gennaio 2017

lunedì 2 gennaio 2017

#DrTheFace - Compagni di viaggio - un chirurgo è anche un buon compagno di viaggio.




Compagni di viaggio

Ho letto un suo articolo, “Compagni di viaggio”. A cosa si vuole riferire?

“Compagni di viaggio” è la risultante di una serie di riflessioni trascorse in molti anni di libera professione. Vivo il percorso con un paziente verso l’intervento chirurgico come un viaggio unico, meraviglioso, che non sarà mai lo stesso sia con lo stesso paziente che con altri. Compagni di viaggio sono i pazienti che valutano l’operato del loro conducente. Il rapporto di vicinanza con il paziente è fondamentale: non ci può essere un rapporto asettico in un’esperienza così coinvolgente anche da un punto di vista psicologico.

Trovo che sia importante sapere di avere accanto a sé oltre che  un chirurgo anche un buon compagno di viaggio.

La chirurgia estetica non è un gioco. I pazienti che si rivolgono al chirurgo plastico sono persone.
L’elettività della chirurgia non significa che si possa trascurare una relazione umana e un approccio psicologico adeguato.
È impossibile scindere la perizia chirurgica dall’abilità psicoanalitica. È un obbligo morale.
In questo senso il “viaggio” rappresenta anche un modo di gestire l’intervallo cronologico della percezione dei risultati dell’intervento: in genere 7-20 giorni sono i tempi tecnici per la definizione del risultato, ma il “viaggio” dura molto di più e termina con la interiore e autonoma consapevolezza  di aver compiuto un percorso unico, soddisfacente, perfetto.

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#DrTheFace - Esistono novità per quanto riguarda il body contouring?



Che novità ha portato il congresso di Fortaleza per quanto riguarda il lifting del viso? Esistono delle nuove metodologie?

Secondo il parere oramai unanime degli esperti internazionali intervenuti al convegno la metodologia più appropriata è una essenzialmente muscolare.
Anche io sostengo da anni questo tipo di approccio che può essere effettuato solo tramite un attento studio vettoriale di ciascun singolo volto. Il viso invecchia secondo vettori discendenti obliqui o verticali: il metodo per ottenere un risultato naturale è rappresentato dal recupero della tonicità muscolare. Le tecniche che prevedono l’impiego di fili perdono sempre più consensi in quanto i risultati a lungo termine non sono soddisfacenti  e il rischio di modiche della propria espressività è alto. Si è evidenziato inoltre come sia molto utile coadiuvare il lifting con un lipotransfer con tessuto adiposo proveniente da altri distretti corporei specialmente in caso di visi  magri  per ottenere un risultato efficace ed armonico in termini di volume. Le cellule adipose, se correttamente prelevate ed impiantate, donano dei risultati permanenti. Con un approccio corretto il fisiologico riassorbimento risulta minimo e la necessità di una ulteriore correzione è ridotta. Questo consente di ottenere un risultato più soddisfacente.

In un suo articolo ho letto due termini che non conosco: microtransfer e nanotransfer.
Di cosa si tratta?

Si tratta di prelievi e impianti adiposi ulteriormente filtrati con tecniche nuove. Nel caso del microtransfer si ottiene un microfiltrato adiposo che permette l’impiego come filler. Il nanotransfer è allo stesso modo un procedimento a partenza dal tessuto adiposo che però prevede una filtrazione ancora maggiore  permettendo di selezionare le cellule staminali adulte contenute in modo da ottenere un effetto revitalizzante sino ad oggi impensabile.

Esistono novità per quanto riguarda il body contouring?

Il body contouring in Brasile ha spodestato la mastoplastica additiva che rimaneva l’intervento più richiesto. La possibilità di scolpire il corpo attraverso il prelievo di tessuto adiposo  con la successiva redistribuzione nei distretti più disarmonici, ha realizzato una vera e propria rivoluzione, specialmente per la versatilità della sua applicazione, e per la possibilità di realizzare in un unico intervento risultati che prima richiedevano approcci più invasivi e con più sedute operatorie.

Per quanto riguarda il rimodellamento dei glutei ci sono delle novità?

Il gluteo continua ad essere un elemento centrale del nostro corpo e, sebbene meno visibile, ha una parte indispensabile nel conferirgli armonia. Questo è particolarmente importante specialmente in relazione ai distretti anatomici con cui si rapporta: cosce, fianchi e dorso. Le novità sono rappresentate da una sempre maggiore attenzione alla combinazione dell’intervento sul gluteo con le regioni che contribuisce a definire per vicinanza e contiguità.
Quanto detto a proposito del lipotransfer va tuttavia limitato in alcuni casi, in particolare per quanto riguarda la regione del gluteo dove resta molto ampia l’importanza dell’impiego di protesi laddove il lipotranfer non sia praticabile per carenza di tessuto adiposo o per una atonia muscolare marcata.

Che genere di protesi vengono applicate nel gluteo?
Sono protesi in gel di silicone intramuscolari. Hanno una compliance ottima: per evitare problemi di visibilità o di spostamento vengono inserite all’interno del muscolo grande gluteo. Il risultato, quando l’intervento è correttamente eseguito, è soddisfacente ed il rischio di dislocazione è inesistente.

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#DrTheFace - Come può un paziente rendersi conto di essere in mani sbagliate?



La professionalità è un aspetto fondamentale della chirurgia plastica e questa passa sicuramente anche per un’adeguata specializzazione. Come può un paziente rendersi conto di essere in mani sbagliate?

Innanzitutto credo che il passaparola sia la prima arma grazie alla quale un nuovo paziente si possa avvicinare con una certa sicurezza allo specialista, grazie al percorso  dell’amico o dell’amica  operati in maniera corretta da un professionista valido. Il diploma di specializzazione in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica appeso alla parete dello studio è ovviamente anche fonte di sicurezza, ma è qualcosa di così banale a cui spesso non si pensa. Inoltre, la presenza dello specialista presso un centro polispecialistico è solitamente una buona garanzia. Se il professionista esercita in uno studio proprio anche la targa professionale cosi come la scritta  “Specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica”  nel ricettario medico sono elementi rassicuranti . Uno specialista equipollente, che eserciti la professione di chirurgo estetico senza essere specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica, non potrà presentare tale dicitura sul suo ricettario.
Il più delle volte viene indicato genericamente, sotto il nome del medico, come “chirurgia estetica”. Questa dicitura indica chiaramente un medico non specializzato in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica. La struttura clinica in cui si svolge l’intervento è altrettanto importante. Anche per l’intervento più banale come potrebbe essere una blefaroplastica deve essere presente l’anestesista. È altrettanto importante una degenza postop adeguata seppur breve.
L’esecuzione di un intervento chirurgico in uno studio professionale, e non in una clinica autorizzata e certificata, deve sempre far diffidare. Non bisogna farsi ingannare da una chirurgia low-cost che è quasi sempre indice di un rischio per la salute concreto. Al congresso di Fortaleza si è fermamente evidenziato come tutto questo sia di enorme danno alla dignità e al lustro dell’intera classe medica, e in particolar modo nei confronti dei veri specialisti in chirurgia plastica.
Fino a quando il legislatore non si renderà conto di tutele mancanti per la salute dei pazienti, è necessario stare molto attenti.

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#DrTheFace - Per quanto riguarda le rughe del collo ci sono delle novità?



Il Brasile è stato foriero di grandi novità, insomma.

Certamente, specialmente per quanto riguarda  le nuove tecniche di chirurgia del viso. Come sostengo da tempo, si è ribadita l’importanza di un corretto approccio al lifting attraverso una tecnica muscolare efficace. Si evidenzia sempre di più come un approccio rivolto soltanto alla eliminazione  della pelle con un piccolo o in certi casi nullo intervento sulle fasce muscolari risulti insufficiente per risultati di lunga durata e soprattutto in termini di naturalezza.

Per quanto riguarda le rughe del collo ci sono delle novità?

Il congresso internazionale di medicina estetica svoltosi nel 2016 a Roma ha dimostrato l’efficacia di un trattamento combinato di revitalizzanti, a base vitaminica, di acido ialuronico e tracce di botulino. Mix che risulta molto efficace specialmente per il trattamento delle cosiddette collane di Venere, le rughe concentriche circonferenziali del collo. Per quanto riguarda invece i cedimenti  della pelle, nel caso di una texture imperfetta e di un’eccessiva rilassatezza muscolare, il modo più appropriato per intervenire è il nanotransfert, ossia l’ultrafiltrazione e il riposizionamento di minime quantità di tessuto adiposo locale.
Nei casi di cedimenti importanti un buon lifting muscolare rimane ancora oggi la scelta di elezione.


Esistono novità per il trattamento delle rughe della fronte?

Il botulino, opportunamente utilizzato, è a tutt’oggi l’ approccio migliore, in termini di velocità e di resa. Al congresso svoltosi recentemente a Fortaleza si sono inoltre discusse nuove tecniche di intervento specialmente nell’area del sopracciglio attraverso interventi chirurgici mini-invasivi. Si tratta di una chirurgia un pò in disuso ma che si sta recentemente rivelando molto ricca di potenzialità specialmente per i casi in cui il solo impiego del botulino risulti insufficiente o necessiti di un impiego troppo frequente senza una risoluzione definitiva.

Del resto, se la chiamano Dr. “The Face”…

È un complimento che mi imbarazza, anche se mi ricorda ogni giorno di più la responsabilità che ho nei confronti dei pazienti, per poter offrire loro sempre il meglio.


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#DrTheFace - 53° Congresso Internazionale di Fortaleza in Brasile







Dottor Distefano, quante novità dal recente congresso internazionale di Fortaleza in Brasile

Si, soprattutto per le storiche decisioni che il Plenum del Consiglio della Società Brasiliana di Chirurgia Plastica ( SBCP) ha intrapreso  per mettere un pò di ordine  nella regolamentazione della professione soprattutto nei confronti dei non specialisti. La SBCP ha  preteso ed ottenuto che i chirurghi stranieri partecipanti avessero un “good standing” rilasciato dalle società nazionali di riferimento.

Perchè il Brasile è un Paese così importante per la chirurgia estetica?

Il Brasile è stato il primo Paese a fondare una vera e propria scuola di chirurgia estetica su larga scala.
E’ sempre stato all’avanguardia ed è rimasto un punto di riferimento mondiale al quale si sono rivolti moltissimi professionisti provenienti da tutto il  mondo, per l’ apprendimento e lo studio di nuove tecniche che nel corso degli anni  sono state  perfezionate dalle scuole americana, francese e spagnola.

Dal punto di vista umano e sociale, cos’ha apprezzato di più della cultura brasiliana?

I brasiliani sono per cultura e indole molto calorosi.
Ho conosciuto parecchi colleghi brasiliani che,oltre ad una grande cordialità e collaborazione, mi hanno colpito specialmente  per la grande capacità autocritica e di analisi collegiale mirato al  perfezionamento di tecniche chirurgiche senza una dimensione rigorosamente accademica che è ben rappresentata in Europa. Ho visto una serenità nel rapporto medico-paziente che mi ha colpito.
Inutile sottolineare come questo contribuisca in modo determinante alla compliance del paziente e alla buona riuscita di un intervento. Una bellissima esperienza e una grande carica di fiducia per poter trasportare nella nostra realtà un modello di relazione con il paziente veramente efficace.


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