giovedì 10 novembre 2016

19 novembre 2016 Straordinario Open Day di trucco semipermanente in ArtEsteticaMilano



19 novembre 2016 Straordinario Open Day in ArtEsteticaMilano dalle 10,00 alle 17,00
Visagista e truccatrice, Docente Master dello Staff Tecnico Nazionale Biotek.

Rosanna Dell’Olio, mette a disposizione la propria competenza Artistica e specializzazione della dermopigmentazione del viso e nelle tecniche di esaltazione dello stesso, con occhio sempre attento ai tratti del volto ed alla consistenza dell’epidermide.

Non vi sono limite di età per il trucco permanente, uomini e donne possono usufruirne per ottenere un aspetto molto più giovanile, la competenza professionale è rivolta anche al campo della tricopigmentazione del cuoio cappelluto ed alla ricostruzione areole mammarie mastectomizzate.
Fissa il tuo appuntamento allo 02 58314665 siamo in via Quadronno 6 a Milano










giovedì 3 novembre 2016

#dieta STRAORDINARIO Open Day tenuto da Bossi Tiziana, Biologa- Nutrizionista

STRAORDINARIO Open Day tenuto da Bossi Tiziana, Biologa- Nutrizionista 

Test Emozionale col Dietologo unica data sabato 5 novembre 2016 in ArtEsteticaMilano in Via Quadronno 6 per informazioni e appuntamenti chiamare 02 58314665

Test della coerenza emozionale, indaga le relazioni colore-emozione attraverso il coinvolgimento attivo della persona stessa, che deve semplicemente relazionarsi con 12 colori scegliendoli o rifiutandoli.

Le emozioni non vanno represse ma ascoltate poiché nel nulla ci si perderebbe ma loro, le emozioni ci indicano la via, per cui seguiamole!

Cosi come il cibo nutre l’organismo ed è fondamentale per il benessere di ognuno, anche i messaggi che le emozioni contengono sono ugualmente importanti per la salute fisica e psichica.


#Drtheface Compagni di Viaggio

 Mi piace pensare ad ogni intervento che pratico come ad un viaggio, che inizia con quel contatto, con quel fugace e al tempo stesso profondo impatto dei nostri occhi e delle istintive sensazioni che questi tradiscono subito senza possibilità di inganno.


Compagni di Viaggio!

 DR. ANTONIO DISTEFANO
Specialista in Chirurgia Plastica
Ricostruttiva ed Estetica

Uno degli aspetti che nel corso della mia vita professionale hanno contribuito a darmi la
consapevolezza di aver scelto la strada giusta è senza dubbio la collocazione un po’ “borderline”
della chirurgia estetica all’interno del vasto cosmo della medicina. Siamo tutti di una complessità
misteriosa e in un certo senso frammentata: la storia della filosofia ci mostra come il problema
forse più eterno sia la ricerca, la mai compiuta analisi del punto di contatto tra spirito e materia, tra
dimensione psichica e fisica.
Non credo esista un campo di confronto pratico in cui l’esperienza di questo confine si manifesti in
modo più chiaro che nella chirurgia estetica. La connotazione fondamentale risiede nel suo essere
in un certo modo un atto di libertà. Ogni considerazione sul significato della medicina estetica deve
passare dal confronto con questa domanda: qual è la libertà che rende possibile?
Non serve sottolineare lo stigma con il quale a tutt’oggi la medicina estetica viene spesso bollata
come pratica quasi inutile, come incapacità di accettare un fatto incontrovertibile come lo scorrere
del tempo, finanche come deliberata menzogna su quello che dovrebbe essere un aspetto “reale”.
Certamente è vero che questo sentire comune ha una chiara origine nell’essere spettatori,
specialmente televisivi, di interventi disastrosi, con visibili e naturalmente sgradevoli risultati di
alterazione dei lineamenti, frutto di eccessi e di pratiche sconsiderate di cui è inutile negare
l’esistenza.
Ritengo che l’obiettivo a cui dovrebbe tendere ogni intervento estetico non possa essere che il
ripristino di qualità andate perdute, il recupero di tratti già posseduti, la correzione di tratti
manifestamente disarmonici e mai una modifica che porti a divenire qualcosa che effettivamente
non si è.
Eppure esiste a mio avviso una questione più sottile, che non si lascia esaurire in semplici
considerazioni di “buona pratica”. In fondo, fatti salvi i casi in cui un dismorfismo anatomico sia tale
da provocare delle concrete indicazioni funzionali, un intervento estetico non è qualcosa di
strettamente necessario per la salute. Proprio in questo altro aspetto “borderline” della chirurgia
estetica trovo una delle sfide più affascinanti del mio mestiere e insieme una delle migliori
motivazioni per scrollarsi di dosso timori e pregiudizi: l’intervento estetico ha tutta la sua ragion
d’essere in quello che personalmente ritengo un libero atto di amore verso sé stessi e, perché no,
di legittima e personale vanità.
Qui appare chiarissimo il punto di contatto, diviene evidente come sia i termini “medicina” che
“estetica” stiano in un certo qual modo reciprocamente stretti l’uno all’altro: si tratta pur sempre di
una “cura” nel senso in cui si vuol recuperare un equilibrio del proprio corpo e insieme di “estetica”
nel senso che questo equilibrio perduto è qualcosa che ha a che fare con una libera “cura” di sé
stessi. Verrebbe da considerare, con uno slancio linguistico forse un poco azzardato, come la
polisemia del termine “cura” non sia casuale. Certo il rischio resta dietro l’angolo: in fin dei conti, da
dove abbiamo la sicurezza che questa libertà sia davvero tale, e non sia il frutto di necessità solo
ed esclusivamente psicologiche?
In che momento la libertà della chirurgia estetica è una libertà autentica, e in che momento si tratta
invece di qualcosa di illusorio o, ancor peggio, di compensatorio di problemi di altro ordine?
La risposta a questo interrogativo risiede integralmente nella consapevolezza della natura di
quanto si compie, soprattutto per quanto riguarda la persona del chirurgo. Mi piace pensare ad
ogni intervento che pratico come ad un viaggio, che inizia con quel contatto, con quel fugace e al
tempo stesso profondo impatto dei nostri occhi e delle istintive sensazioni che questi tradiscono
subito senza possibilità di inganno.
Potrebbe essere l’inizio di un percorso che terminerà dopo lungo tempo e che porterà con sé una
memoria ed un significato a lungo termine indelebile per entrambi.
La simbolicità della destinazione nella mente del paziente porta il conducente del viaggio
all’obbligo deontologico di interpretarla correttamente. L’esperienza e la professionalità nella parte
psicologica di analisi e valutazione del desiderio che spinge all’intervento sono importanti per un
buon chirurgo plastico almeno quanto la perizia e l’abilità nella pratica chirurgica. Quando ci sia la
possibilità che il ricorso alla chirurgia sia una maschera per esigenze di altra natura un buon
medico deve saperlo riconoscere e spiegare al paziente che non può portarlo alla destinazione che
desidera.
È questo terzo punto di contatto tra mente e corpo a costituire la vera chiave di volta della chirurgia
estetica, la pietra indispensabile senza la quale ogni sezione dell’arco, per quanto ben realizzata, è
destinata a crollare miseramente. Percorrendo una strada su un mezzo che da soli non sapremmo
pilotare, la capacità del conducente è sicuramente fondamentale, ma il centro del percorso resta il
viaggiatore. È in fondo un’altra applicazione del saggio modello “orizzontale” della cui importanza
ci si inizia fortunatamente a rendere conto in tutte le branche della medicina, in cui il risultato
migliore si ottiene soltanto quando il paziente sia accompagnato e valutato nella sua intera,
irriducibile complessità, e mai trattandone un solo aspetto come se fosse possibile isolarlo da tutti
gli altri.
Un viaggio libero, in cui la certezza di una guida affidabile e consapevole è la condizione
necessaria per poterselo godere al meglio, perché possa essere veramente il meritato frutto di una
cura per sé stessi. In una curiosa sintesi anche qui il termine “cura”, nel suo senso
fenomenologico, si manifesta evocativo: nella cura è intrinseca la dimensione della progettualità.
Un progetto di amore e di maggior bene per sé stessi, che si compie in un viaggio unico e
irripetibile alla riscoperta guidata di un equilibrio tra psiche e corpo: questo è il senso più autentico
e profondo della chirurgia estetica. E come in ogni viaggio, il momento culminante, che da solo
vale ogni fatica, è quando la meta già viene intravista: non esiste emozione più grande di trovarsi a
condividere la felicità di aver reso possibile un libero atto di amore per sé stesso di un sorridente
compagno di viaggio.



 DR. ANTONIO DISTEFANO
www.antoniodistefano.it
www.artesteticamilano.it
info@artesteticamilano.it
CONSULTA IL NOSTRO ESPERTO 328.436.7235


giovedì 20 ottobre 2016

Prima seduta gratuita di peeling del volto

Prima seduta gratuita di peeling del volto
Effetto illuminante
Schiarente e con attenuazione delle imperfezioni
presenti sulla superficie della pelle
Valido per 30 giorni a partire da lunedì 24 ottobre
fissa il tuo appuntamento telefonando al numero
3201106247


martedì 18 ottobre 2016

#Drtheface - Tutto Salute - Lo Specialista Risponde - Dr. Antonio Distefano Specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica. Ottobre 2016

#Drtheface - Tutto Salute - Lo Specialista Risponde - Dr. Antonio Distefano Specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica. Ottobre 2016

#Drtheface Più giovani con il LIPOTRANSFER

Più giovani con il LIPOTRANSFER



Di

Dr. Antonio Distefano
Specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica


consulta il nostro esperto – 328 436 7235



Il lipotransfer, ovvero l’autotrapianto di cellule adipose negli ultimi 5 anni ha raggiunto la frequenza degli interventi classici primo fra tutti la mastoplastica additiva e la liposuzione.
Per tali ragioni il lipotransfer si candida a pieno titolo per diventare una delle procedure top 5 fra gli interventi poco invasivi e di grande resa estetica.
L’intervento non  richiede ricovero tranne nei casi più importanti dove si rende necessario il  day-surgery.
Il lipotransfer ricorda il principio del filler ovvero l’impianto di acido ialuronico che viene utilizzato in  molte zone del volto al fine di correggere gli inestetismi dovuti alla presenza di rughe o il ripristino di volumi perduti a livello delle guance, degli zigomi e delle labbra.
Diversamente dai filler garantisce risultati più duraturi in quanto circa il 70-80% del grasso trasferito non solo si integra bene con i tessuti circostanti ma, essendo ricco di cellule staminali adulte, innesca un processo di rigenerazione tissutale.
Cosa determina il successo di un lipotransfer ? Per quanto tempo permangono i risultati? Dà reazioni?
Fondamentale la tecnica di prelievo dalle aree donatrici quali addome, fianchi e arti inferiori.
E’opportuno che il grasso venga aspirato con potenze elettriche basse e parimenti separato dalla parte sierica senza essere centrifugato in quanto lo stress elettrico  potrebbe essere responsabile di riassorbimenti di più del 50% delle quantità trasferite.
Questo influenzerà anche la validità nel tempo del risultato in quanto una ulteriore correzione non sarà necessaria se non  a distanza di 5/6 anni circa.
Infatti con il passare degli anni da una parte si assiste ad una diminuzione dell’adipe facciale e dall’altra aumenta la profondità delle rughe e dei solchi.
Da non temere reazioni avverse in quanto il grasso è un elemento self e dunque ha minori rischi di intolleranze come possono sopravvenire con l’utilizzo dei filler.
L’intervento viene sempre eseguito in sedazione.
Le moderne tecniche anestesiologiche non richiedono più l’anestesia generale. Contrariamente a quanto immaginato non è doloroso poichè in mani esperte si utilizzano delle microcannule che non lasciano ecchimosi o ematomi.
 
E’ proprio la delicatezza oltre che una fine manualità chirurgica a determinare un outcome non scomodo senza contare come sia altrettanto importante  la idoneità del luogo dove il lipotransfer viene effettuato.
Necessaria dunque una struttura ambulatoriale o clinica in casi di interventi più estesi.
Indubbia la presenza di un anestesista.
Per quali pazienti è indicato l’intervento?
Per chi non vuole essere “ punturato “ al viso una / due volte l’anno, chi ha un viso con una perdita di volumi importanti e chi desidera più correzioni simultanee.
Ricordiamo però che, se un buon lipotransfer riesce a camuffare la discesa delle fasce mucolari zigomatiche, dei solchi nasogenieni , mento labiali e delle regioni geniene,la stessa cosa non potrà verificarsi per la regione mandibolare e per il collo che anatomicamente non si prestano alla correzione/ camuffamento del tono muscolare muscolare cadente.
 
 
New Trend
 
Il lipotransfer sempre più spesso affianca un lifting muscolare nei casi di visi magri dove il ripristino di un adeguato tono delle fasce muscolari, pur tecnicamente valido, ridisegna un viso troppo scavato nel caso di deficit adiposi delle guance e/o degli zigomi.
Senza contare del progressivo assottigliamento delle labbra con la menopausa che possono essere corrette sempre durante un intervento di questo tipo.
Infatti, una volta sospesi i tessuti fasciali discesi ed eliminata la cute in eccesso, il volto alla fine dell’intervento può risultare troppo “ scheletrizzato “, in conseguenza di quel fisiologico processo fisiologico che negli anni comporta la riduzione dei depositi adiposi.
L’obiettivo è dunque non solo quello di sembrare più giovani e tonici ma al tempo stesso di riequilibrare le unità distrettuali del viso conferendo una armonia che sempre più spesso richiede l’abbinamento delle due tecniche considerate complementari e fondamentali insieme.
 
 
 
 
 


sabato 17 settembre 2016

#drtheface - Artesteticamilano - Intervento di lipofilling: cos’è e a chi è consigliato

http://www.cipriamagazine.it/2016/09/38575/
www.artesteticamilano.it


Intervento di lipofilling: cos’è e a chi è consigliato?

Per una risposta personalizzata alle tue domande scrivi al Dottor  Antonio Distefano


Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica a Milano


La chirurgia plastica e la medicina estetica hanno il fine di correggere gli inestetismi e le imperfezioni del volto e del corpo, ristabilendone armonia, simmetricità e tonicità, al fine di aumentare da una parte l’autostima verso se stessi e dall’altra di migliorare i rapporti interrelazionali con gli altri.
Nel mondo odierno, in cui l’immagine e l’estetica sono elementi obbligati, è certamente lecito desiderare di correggere alcuni dismorfismi del proprio corpo oppure di apparire più giovanili e tonici in viso rallentando i segni dell’invecchiamento.
“Molto spesso, dopo un intervento di chirurgia estetica,  si assiste”, afferma il dr Antonio Distefano , “ad un miglioramento della qualità di vita sia nei rapporti interpersonali che sociali con un beneficio quasi immediato per la propria autostima.
La correzione dei difetti del viso e del corpo (dismorfismi) va oltre alla pura correzione esterna per agire più profondamente sulla propria percezione dell ”Io corporeo” trasmettendo energicamente all’esterno una nuova “essenza di sè” “.

In che cosa consiste il lipofilling?
Il lipofilling è una procedura minimamente invasiva che consiste nel prelievo di tessuto adiposo da una zona donatrice e nel suo successivo reimpianto in aree carenti; nella maggioranza dei casi il seno o i glutei. Ha indicazione anche nella chirurgia plastica ricostruttiva, a seguito di eventi traumatici, quando sia necessario colmare delle perdite di sostanza sottocutanea, o in caso di malformazioni congenite. Le applicazioni sono utilissime e di largo impiego.
Chi sono i candidati per questo tipo di intervento?
I candidati ideali sono i pazienti che presentano un volume sufficiente di tessuto adiposo da permetterne una adeguata redistribuzione: tipicamente un eccesso a livello dell’addome, fianchi o  cosce.
Quali zone del viso possono essere trattate?
La zona che offre le migliori possibilità di intervento è il terzo medio del viso, ossia la sua parte centrale: è tipico ad esempio il caso di una importante presenza zigomatica accompagnata da una carenza di tessuto adiposo a livello delle guance, per un quadro complessivo che dà un’espressione scavata e disarmonica. Il lipofilling permette un ottimo risultato in questo caso, e pure nel suo opposto, ossia degli zigomi poco rappresentati. Allo stesso modo nell’area labiale, come anche sulla fronte in area temporale, il lipofilling si presta a risultati molto più duraturi e naturali rispetto all’impiego continuativo di filler.
Esiste un’età consigliata per sottoporsi al lipofilling?
Per il volto è consigliabile attendere uno sviluppo pieno dei lineamenti; generalmente dopo i 30 anni. Le eccezioni sono costituite da anomalie congenite o acquisite di tipo malformativo o  traumatologico, che possono costituire un’ indicazione per l’intervento già in età pediatrica. Per quanto riguarda invece seno e glutei, è parimenti consigliabile attendere un completo sviluppo fisico, il che significa solitamente almeno i 25 anni. Conditio comunque sempre irrinunciabile è la  presenza di adeguati depositi adiposi donatori.
Che rischi comporta questo intervento?
Come ogni procedura chirurgica, il lipofilling comporta degli rischi resi minimi da : scrupolosa anamnesi e selezione del paziente , congruo e idoneo ambiente operatorio,specialista certificato coadiuvato da una adeguata assistenza anestesiologica che mai deve mancare. Impensabile oltre potenzialmente colposo eseguire un lipofilling in uno studio medico non certificato e  senza anestesista presente.
Nelle sedi di prelievo e di innesto restano dei segni visibili?
No, il lipofilling non lascia segni visibili, poiché le incisioni sono di  2 mm e sono effettuate in zone facilmente occultabili. Per il reimpianto a livello mammario le incisioni sono effettuate nel complesso areola-capezzolo, mentre a livello gluteo nel solco intergluteo. Nel caso del viso, invece, vengono effettuate delle microincisioni con degli aghi, in modo da eliminare la necessità di suture anche piccolissime.
Il lipofilling può essere una soluzione a livello mammario per chi desideri evitare i rischi connessi all’impianto di una protesi?
Solitamente l’indicazione al lipofilling a livello mammario c’è in caso di un seno già ben rappresentato; il lipofilling su un seno svuotato o eccessivamente disceso non sarà mai soddisfacente quanto l’impiego di una protesi tradizionale. Viceversa, risulta molto utile nel caso di una lieve carenza di proiezione e di volume, specialmente in proporzione ad altri settori con sovrabbondanza adiposa, con l’obiettivo di una maggiore definizione.
Il lipofilling è un intervento duraturo e permanente?
Il successo di un lipofilling  dipende da una adeguata tecnica di prelievo e di reimpianto adiposo, ma anche in forte misura dalle abitudini di vita del paziente e dal processo naturale di invecchiamento. Con uno stile di vita sano risulta certamente un intervento di tipo molto duraturo.
Quanto dura l’intervento? Che anestesia si utilizza? È necessario il ricovero?
Nel caso del viso, quando siano necessari interventi lievi e localizzati per la risoluzione di rughe e solchi profondi e di carenza di tono a livello di guance, zigomi e tempie, l’intervento può essere effettuato ambulatoriamente , dura circa un’ora dimissione dopo 3-4 ore. Nel caso invece di un lipofilling più importante, con coinvolgimento di aree più vaste come a  livello mammario e gluteo, va indicato senz’altro il day surgery­. Per quanto riguarda l’anestesia,  ottimale è la sedazione assistita che consente tempo di recupero rapidi.
Come avviene il decorso post-operatorio del lipofilling? Come va affrontato?
Nell’immediato post-operatorio possono comparire piccole ecchimosi e un discreto edema, poiché per quanto la mano dell’ operatore sia leggera e delicata, utilizzando fra l’altro microcannule di piccolissimo calibro, permane comunque un minimo livello di traumaticità per i tessuti. Con una adeguata terapia antiedemigena e antiinfiammatoria la risoluzione completa dei segni post-op  avviene in 5-7 giorni; un tempo decisamente rapido.
Dopo quanto tempo il risultato può essere pienamente valutato?
Il 50% dell’intervento è visibile già dal 7°-10°giorno, in particolare nel settore del viso dove l’assestamento è rapidissimo. La pienezza del risultato sul seno o sui glutei si presenta dopo un tempo variabile da uno a tre mesi.
È possibile associare altri interventi al lipofilling?
Il lipofilling si abbina molto bene ad un contestuale lifting muscolare del volto: si possono così distendere e riposizionare le fasce muscolari con l’aiuto del riempimento adiposo, che contribuisce ad una maggiore proiezione delle zone che con il solo riassestamento muscolare permarrebbero carenti di volume. Nel caso del corpo il lipofilling può far parte del body contouring, ossia del rimodellamento contemporaneo di varie aree. Non va comunque dimenticato che l’intervento estetico non è deciso solo dai pazienti: deve sempre essere confermato dal chirurgo  che lo deve reputare opportuno e valido.
Qual’è l’intervento ideale per raggiungere l’ armonia  dei glutei? C’è un’alternativa alla protesi?
L’armonia dei glutei è ottenibile con metodiche efficaci e durature. Chi non ha costituzionalmente una struttura muscolare ben rappresentata, magari aggravata da un tono dermico e adiposo scadenti avrà pertanto un gluteo dall’apparenza piatta. L’ armonia del gluteo risiede principalmente nel suo tono muscolare, ma questo da solo non è sufficiente: la proiezione, l’altezza e la forma sono dipendenti anche dalla presenza adiposa e dalla costituzione del derma. L’equilibrio di questi tre fattori è quanto conferisce armonia, e a seconda di quale fra questi è carente, esiste un intervento di elezione. Così, nel caso di una marcata carenza muscolare, l’unico intervento soddisfacente è costituito dall’impianto protesico. Le nuove  tecniche chirurgiche permettono il posizionamento protesico  intragluteo, ossia all’interno del muscolo grande gluteo, permettendo un risultato completamente sicuro e non palpabile. Quando invece vi sia una buona presenza muscolare ma carenza non eccessiva di proiezione e un tono dermico non buono, l’intervento di elezione è il lipofilling. Sconsiglio personalmente l’impiego in questa sede di acido ialuronico, poiché i risultati sono poco duraturi, imprecisi, evidenti alla palpazione e soprattutto comportano differenze cromatiche del derma a seconda della distribuzione dell’iniezione.
È possibile l’associazione di impianto protesico e lipofilling?
È tecnicamente possibile, ma nella pratica clinica assai poco frequente: un buon impianto protesico è generalmente adeguato al conseguimento di un ottimo risultato.

Dr. Antonio Distefano Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica
Libero Professionista a Milano.